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Il Museo Tonino Guerra presenta due collezioni

Invito Collezioni Museo Tonino Guerra

Il Museo Tonino Guerra presenta due collezioni

Le belle donne

ceramiche ideate e realizzate da Tonino Guerra, con la collaborazione di Luigi Mattei Gentili

Le storie parallele

collage su carta francese realizzati da Tonino Guerra

3 gennaio 2015 – 21 marzo 2015
VERNISSAGE 3 gennaio, ore 16:00

Museo Tonino Guerra
via della Costa 15
Santarcangelo di Romagna

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Le Giornate di Marzo per Tonino

15-22 Marzo 2014

Le giornate di marzo per Tonino, clicca per vedere il programma integrale sul pieghevole PDF

PROGRAMMA INTEGRALE

L’Associazione Culturale Tonino Guerra, il Museo Tonino Guerra di Santarcangelo, i Comuni di Pennabilli e Santarcangelo e la Provincia di Rimini, rendono omaggio al Maestro Tonino Guerra in occasione del secondo anniversario della sua scomparsa con una serie di eventi raccolti nel cartellone “Le Giornate di Marzo per Tonino”: una settimana di incontri, spettacoli, iniziative che si terranno, dal 15 al 22 marzo, a Santarcangelo, Pennabilli, Longiano, Novafeltria e Rimini.
Le celebrazioni inizieranno sabato 15 sia a Santarcangelo, con Tonino Giorno e Notte: ciclo di proiezioni sull’attività del Maestro al Supercinema in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia, che a Pennabilli, al Teatro Vittoria, con lo spettacolo della compagnia “Il piccolo circo degli emotivi acrobati” ispirato a testi di Guerra.

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La belèzza

La belèzza

Quand che t’à mé pórt la próima vólta
a guardè e’ Bolschoj
e’ parévva che tótt i pèlch
i fóss una muntagna d’ór
ch’ l a m caschévva madòs.
E mè a stévva sla schéina pighéda;
mo tè t’à mé détt:
“Sta drètt che la belèzza l’a n pàisa”.

 

Quando mi hai portato per la prima volta
a vedere il Bolschoj
sembrava che tutti i palchi
fossero una montagna d’oro
che mi cadeva addosso.

E io stavo con la schiena piegata;
ma tu mi hai detto:
“Stai dritto che la bellezza non pesa”.

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Si fa notte presto

Adesso sto sempre in casa
e sposto carte o guardo
oltre i vetri della finestra
le mandorle secche attaccate ai rami
che arrivano fino quassù
e sembrano pendagli alle orecchie
di gente che non c’è più.
O sto seduto su una sedia
vicino al camino
e si fa notte presto
con la luce che cade dietro le montagne
e io vado a letto con la voglia di sognare
i giorni che nevicava a Mosca,
e io ero innamorato.

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I Bu (I Buoi)

Andé a di acsè mi bu ch’i vaga véa,
che quèl chi à fat i à fatt,
che adèss u s’èra préima se tratour.
E’ pianz e’ còr ma tòtt, ènca mu mè,
avdai ch’i à lavurè dal mièri d’ann
e adèss i à d’andè véa a tèsta basa
dri ma la còrda lònga de’ mazèll.

 

Ditelo ai miei buoi che l’è finita
che il loro lavoro non ci serve più
che oggi si fa prima col trattore.
E poi commoviamoci pure
a pensare alla fatica che hanno fatto per mille anni
mentre eccoli lì che se ne vanno a testa bassa
dietro la corda lunga del macello.

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